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Traduttore o interprete? Qual è la differenza?

Updated: Sep 7

Tradurre o interpretare? Questo è il dilemma. Interpretazione e traduzione sono due professioni simili che vengono spesso confuse tra di loro; infatti molti potenziali clienti contattano traduttori professionisti quando, in realtà, ciò che stanno cercando è un interprete o viceversa. Vediamo quali sono le differenze principali.


- Gli interpreti traducono oralmente.

- I traduttori traducono parole scritte.

- Un interprete deve tradurre sul posto, senza poter usare dizionari, deve essere bravo ad ascoltare, prendere appunti (interpretazione consecutiva) e memorizzare ciò che l’oratore ha precedentemente detto, mentre traduce ed interpreta contemporaneamente idiomi, espressioni colloquiali... (interpretazione simultanea)

- I traduttori padroneggiano le proprie capacità di scrittura nella lingua originale e in quella che deve essere tradotta.

- Gli interpreti devono vestirsi in modo formale.

- I traduttori possono lavorare da casa, in pigiama.


Un esempio di interprete è l’uomo seduto a fianco al presidente Obama, durante una conferenza, mentre un traduttore è chi deve tradurre un libro o i sottotitoli di una serie TV.


Si può essere entrambi? Dipende. È probabilmente possibile lavorare come traduttore se si è già un interprete (purché si abbiano buone capacità di scrittura e un’eccellente abilità nel gestire il proprio tempo). Tuttavia non vale sempre lo stesso nel caso opposto, poiché non tutti sono in grado di pensare così velocemente in due lingue diverse.


Traduttori e interpreti devono avere eccellenti capacità di comunicazione, una profonda conoscenza della lingua e cultura, nonché comprendere pienamente il messaggio in modo da poterlo tradurre chiaramente.





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